< MUSICA, cosa è - Le Voci del Mondo

 

chitarra sul pontile con sfondo mareLa scienza più grande, più profonda e più ampia è la musica. Tramite la musica agiscono le forze superiori e le leggi più ragionevoli della Natura. Ogni tono rappresenta un insieme di molte forze che agiscono in armonia, che esercitano una grande influenza sui pensieri, le aspirazioni e le azioni dell’uomo.”
Petar Danov

Si potrebbe dire che la musica sia un bouquet di suoni, che si abbinano fra loro per creare una danza. Il suono è energia, è movimento, che si propaga nell’aria per arrivare da noi a trasmetterci qualcosa. “Il mondo ha avuto inizio con il suono!” – si narra nei miti e nelle leggende di molti popoli, e spesso si sottolinea che questo suono ha un “carattere di luce”.

Nasciamo, veniamo a questo mondo terreste, quando il ritmo del nostro tamburo comincia a suonare la sua melodia e ci accompagna fino alla morte. Quando la musica dentro di noi cessa, il cuore non batte più. L’universalità della musica si verifica anche dal fatto che in ogni angolo del mondo troviamo delle musiche che sorgono dalle anime degli uomini di quel posto. Ogni luogo, ogni spazio, ogni popolo ha la sua musica, il suo modo di abbinare i suoni, legato al paesaggio, alle condizioni climatiche, alla natura stessa. La musica è anche il linguaggio della natura. Quando il vento soffia, quando gli alberi fioriscono, quando i fiumi scorrono, quando le nuvole si muovono, quando le tempeste si scatenano, possiamo osservare che tutto ciò è governato da un ritmo e dalle leggi musicali.

Cosa è il ritmo – è un gioco di attesa,  diceva Miles Davis. Il ritmo segna e guida la nostra vita, è il componente più importante nella musica. Il ritmo ci rimescola il corpo. L’unione di ritmo e melodia stimola il nostro cervello, crea un ponte tra il cervelletto (il piccolo cervello primitivo, sede del controllo motorio) e la corteccia cerebrale (la parte più evoluta e umana del nostro cervello).

Cosa è la melodia –  è una successione di note che comunicano fra di loro. Questa relazione è determinata dalle distanze fra le note, che in musica sono denominate intervalli. Ogni intervallo ha una sua particolare qualità, un suo carattere, un motivo di essere lì ed in quel momento, e porta con sé un unico tipo di esperienza di vita.

Cosa è un “ottava” – un passo oltre le sette note. L’intervallo di “ottava” si forma quando raddoppiamo o dimezziamo la frequenza di un suono (2:1 o 1:2). Il risultato è una nota che assomiglia straordinariamente a quella di partenza. Questo intervallo è cosi importante che lo troviamo nelle basi musicali di ogni cultura conosciuta – indiana, brasiliana, europea, cinese e via dicendo. L’ottava è anche la distanza che l’orecchio umano avverte con più precisione. Ogni persona è in grado di misurarla e percepirla con esattezza. L’ottava ha anche il significato di unità. L’intervallo che divide l’ottava in due parti in maniera evidente è “il tritono” o “la quinta diminuita”. Nel Medioevo il suo uso era vietato, perché era considerato l’intervallo del diavolo, che è sempre stato visto come il distruttore dell’unità.

Cosa è una scala – un modo di salire e scendere nello spazio. Le scale sono un altro importante pilastro nella realtà musicale. Si formano secondo una determinata successione di intervalli, dove ogni suono porta il nome di una nota. Possiamo immaginare anche una scala della vita quotidiana, che serve per salire o scendere. Il primo gradino della scala musicale è nominato come La Tonica – la mamma della scala. Secondo gli intervalli o le distanze fra la Tonica e le altre note si compongono diverse scale ognuna con la sua identità e sensibilità. La scala diatonica ha sette gradi o sette note, ad esempio: Do-Re-Mi-Fa-Sol-La-Si (scala di Do maggiore). Le 12 note del nostro sistema musicale formano la così detta “scala cromatica”. Invece, la scala pentatonica è costituita da 5 note, dove la distanza più piccola è di un tono. La mancanza dell’intervallo di semitono le dona un carattere più aperto, rassicurante e armonioso, senza espressione di tristezza o malinconia.

A seconda del modo in cui le note si relazionano con la Tonica all’interno di una scala musicale, possiamo avere delle sotto scale, dette scale modali. Per ogni stato d’animo esiste un modo di collegare le note, che porta l’anima a vivere una nuova esperienza.

Cosa è un suono o un rumore – Spesso mi sono domandata dove stia la soglia di considerazione per distinguere se un segnale acustico è un suono o un rumore. Esiste una definizione o una regola universale?

Un segnale acustico si crea quando abbiamo un corpo che vibra ed oscilla con una certa frequenza. Quando l’onda della vibrazione raggiunge il nostro orecchio, attraverso un meccanismo assai sofisticato, suscita delle sensazioni. Se le frequenze con cui si susseguono le oscillazioni sono regolari, abbiamo un effetto piacevole sull’orecchio e parliamo di suono. Invece se abbiamo una irregolarità nella sequenza delle oscillazioni, l’effetto è alquanto fastidioso, e in questo caso parliamo di rumore. Valutare un segnale acustico come un suono o un rumore è sempre anche una questione di percezione personale, di radici e tradizioni culturali, di preferenze momentanee.

Cosa è la musica – forse è una relazione, un dialogo fra i suoni, che si susseguono nel tempo. Mozart quando parlava del suo lavoro diceva “Io non faccio altro che mettere insieme le note che si amano”. La vera musica si potrebbe definire come amore ed affetto condiviso.

chitarra su pontile con sfondo mare e nuvoleUna nube non sa perché si muove in quella determinata direzione e a quella velocità.
Ma il cielo sa le ragioni e i disegni dietro tutte le nubi, e anche tu lo saprai, quando ti eleverai così in alto da vedere oltre gli orizzonti.”
Richard Bach